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zimmerfrei - tomorrow is the question
 
biografia - introduzione e testi - allestimento - immagini

ZimmerFrei
Where we come from


15.05.2012 - 15.09.2012

Leggere lo spazio e vedere il tempo: L’universo mobile di ZimmerFrei
di Silvia Cirelli

Interagire con l’arte del gruppo ZimmerFrei è un po’ come entrare in una dimensione spazio-temporale dove i comuni principi metodici vengono abbandonati e si osserva il trionfo dell’elaborazione sensoriale su quella razionale.
La ricerca si spinge verso un livello progressivo emozionale e lo spettatore, così come gli artisti stessi, diventano componenti attivi del
processo espressivo. Paesaggi collettivi e memorie private sono svelati come in una vera e propria storia romanzata, scanditi da un preciso codice temporale: il racconto inizia con la lettura del lavoro artistico, ma deve proseguire nell’immaginazione dello spettatore.
C’è un inizio ma non una fine. La narrazione emotiva rompe le normali barriere descrittive per trovare legittimazione nella fantasia di chi osserva. Questo importante fattore partecipativo è accentuato dall’attenta congiunzione di sollecitazioni non solo visive ma anche sonore: lo spettatore è letteralmente avvolto dalla narrazione, la vede, la ascolta, ma la vive anche.
La simultaneità di canali stilistici differenti crea una sinfonia di movimenti e di transiti che detta un ritmo vivo e inaspettato,
i soggetti sono sempre colti nell’istantaneità di un gesto, di una danza, che irrompe nello spazio ma che riesce anche ad attraversarlo.
L’esplorazione del luogo, nelle sue varie derivazioni architettoniche, urbanistiche e sociali, è esortata dalla sincronia di due prospettive
gemelle ma opposte, da un lato l’autenticità del presente, dall’altro l’infiltrazione di alterazioni artificiali.
Non c’è la volontà di schernire la realtà, quanto piuttosto di dimostrare le sue molteplici possibilità di vita.
Questo è evidente nella serie Panorama, dove gli ambienti cittadini vengono ripresi nella spontaneità dei ritmi quotidiani, arricchiti però da messe in scena surreali, realizzate dagli stessi artisti e da bizzarri performer, o nell’installazione stereoscopica Muddy Water, nella quale un immacolato paesaggio naturale si tinge di una trama misteriosa e irrisolta.
Con un sincretismo lessicale che mescola fotografia, installazione, video arte e cinema sperimentale, ZimmerFrei riesce nel tentativo di leggere lo spazio e vedere il tempo, cogliendo i paradossi e le antinomie della società attuale e tracciando l’oscillazione di vedute in transito, passaggi di vite e scambi di memorie.