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l'Ozio

Nel periodo rinascimentale si definisce in particolare il mestiere dell'arte. Si definisce lo spazio tra la produzione e la ricerca. Perchè io sono libero se, mentre sto lavorando, posso scegliere se devo fare in questo modo o in quell'altro o devo aspettare un momento per pensare una nuova soluzione. Parlando di questo però, ad un certo punto, ci accorgiamo che rimane uno spazio vuoto. Uno spazio che non possiamo definire perchè non è né attività vera e propria né lavoro di ricerca (cioè attività indiretta), ma è un vuoto. Questo vuoto noi lo chiamiamo ozio. Ozio non significa che non si fa niente: è un'apparenza di quiete. In sostanza è una quiete attiva, perchè proprio in questo vuoto tra il lavoro vero e proprio e il lavoro di ricerca nasce la soluzione. Nel momento d'ozio troviamo quella cosa imprevista; l'ozio difatti si interrompe nel momento della soluzione. Dunque il circuito: lavoro, libertà, ozio, risolti nell'opera.

Arte torna Arte, Luciano Fabro, pag.220-221, Edizioni Einaudi, 1999.

 

 

 


Silvia Camporesi marcello mastroianni / marco ferreri 1972 Eetcafe